mercoledì 13 gennaio 2016

Tu-128: peso massimo e intercettore


Un intercettore Tu-128 sulla pista.
La storia degli intercettori sovietici e occidentali della guerra fredda è affascinante e ricca di aerei entrati nella leggenda dell'aviazione. Ne abbiamo parlato anche in questo blog, per esempio nei post sul Suchoj Su-15 e sul MiG-25. Ma oltre agli apparecchi divenuti iconici di quel momento della storia aeronautica, è giusto non dimenticare velivoli magari meno famosi, ma che hanno svolto un lungo e importante servizio. Uno di questi è il Tupolev Tu-128, un biposto che può ancora oggi vantare di essere stato l'intercettore più grande e pesante ad aver presto servizio con una forza aerea.




Alle origini del Tu-128: grandi spazi richiedono un grande intercettore


Le origini di questo anomalo intercettore risalgono al 1955. Una nuova Difesa aerea, tecnologica e basata su radar di scoperta, intercettori e missili anti-aerei, era in costruzione. Difendere l'Unione da un attacco dei bombardieri americani, insieme alla fabbricazione di missili balistici intercontinentali, era un obiettivo di grande importanza per il governo.

Considerando i materiali disponibili, rimaneva però un enorme buco nel "trinceramento" sovietico: il nord. I bombardieri americani, passando sopra il polo, sarebbero potuti entrare nello spazio aero dell'URSS relativamente indisturbati attraverso la vasta estensione della Siberia. Impossibile "fortificare" 5.000 chilometri di confine così come si stava facendo per le aree industriali e altri punti chiave del paese. La gittata dei missili e il raggio di combattimento degli intercettori erano tali, che per coprire adeguatamente un tratto così lungo il governo avrebbe finito letteralmente per pagare una fortuna.

Da qui l'idea della Difesa aerea di chiedere un intercettore di genere diverso. La specifica emessa dal governo chiedeva un aereo a larga autonomia, veloce, con radar potente e missili a lunga gittata. Questi aerei, dispersi in varie piste della Siberia, avrebbero assicurato uno schermo difensivo pattugliando lo spazio aereo e coadiuvandosi con le scarse stazioni di rilevamento disponibili in quelle zone così settentrionali. Insomma, una difesa a maglie più larghe, ma comunque presente su tutto il confine.



I progetti in lizza

Schieramento di Tu-128.

L'ufficio tecnico di Tupolev inizialmente non partecipò alla gara d'appalto. L'unico aereo presentato alla commissione di valutazione è un prodotto dell'ufficio tecnico di Lavočkin. Le versioni del bel La-250 però delusero le aspettative. L'aereo continuava a mostrare problemi insormontabili, nonostante le modifiche anche radicali approntate di volta in volta. La Difesa aerea si spazientì e fece chiudere il progetto.

Tupolev entrò in gioco nel 1958. L'ufficio tecnico di Tupolev è noto per i grandi bombardieri strategici e gli aerei da trasporto: non deve quindi sorprendere se si presentò al bando di gara con un aereo grosso come un bombardiere leggero. Josif Nezval assunse la direzione del progetto e cominciò a modificare dei disegni fatti in precedenza, quelli del Tupolev Tu-98, un bombardiere veloce che non entrò mai in servizio. Non si buttava niente.

L'intercettore fu pronto per la parata aerea di Tušino del 1961. Piccola parentesi: dal 1933 cade nella terza domenica di agosto la festa dell'aviazione dell'Unione Sovietica; è uso che durante la giornata si tenga una mostra con le innovazioni e i nuovi modelli, oltre alle esibizioni delle pattuglie acrobatiche. La nuova creazione dell'ufficio Tupolev, denominata Tu-28, fece la sua apparizione durante lo spettacolo.

Esteriormente appariva un grosso aviogetto bimotore con ala a freccia, impennaggio verticale singolo, prese d'aria a mezza luna con cono diffusore. Anche se le dimensioni fecero credere a qualcuno che si trattasse di un bombardiere - magari un sostituto per il Tu-16 - la maggior parte degli esperti identificò correttamente il nuovo aereo come un intercettore a lungo raggio.



il Tu-128 in servizio


I Tupolev Tu-28 cominciarono a entrare in servizio attorno al 1965 dopo aver sostenuto una serie di modifiche per incrementare la stabilità. La produzione di serie prese nome Tu-128 per uniformare la classificazione delle Forze Armate con il codice numerico di fabbrica (ANT-128).

La produzione arrivò a 198 esemplari, di cui 8 addestratori (altri 2 esemplari di serie furono modificati in questo senso). L'acclimatamento dei piloti fu tutt'altro che semplice: provenendo da caccia leggeri e maneggevoli come i MiG-17 e i MiG-19, gli ufficiali della Difesa aerea dovettero sentirsi alla guida di una tinozza.

L'addestratore Tu-128UT Pellicano.
Lo sgraziatissimo addestratore Tu-128UT
detto non a caso "Pellicano".
Si trattava di una macchina del tutto differente rispetto a quelle alle quali erano abituati. Il Tu-128 non era pensato per il combattimento manovrato - tanto che non aveva armamento fisso: d'altra parte nessun caccia avrebbe potuto scortare i bombardieri americani sopra l'Artico fino in Unione Sovietica. Il sistema d'arma era costituto dal radar di ricerca e puntamento RP-S Smerč (con portata di 50 chilometri) e dai missili Bisnovat R-4.

Come si vede nelle foto, il Tu-128 poteva portare fino a quattro missili. Come era uso nell'aviazione sovietica, i missili venivano portati in due versioni: R-4R a guida radar semi-attiva e R-4T a ricerca di calore. Era procedura usuale della Difesa aerea lanciare due missili sul bersaglio, così da aumentare le possibilità di fare centro e mettere in difficoltà sistemi di disturbo e contromisure. I missili andavano lanciati in rapida sequenza tirando per primo sempre quello a ricerca di calore - tirandolo per secondo si rischiava che il sensore agganciasse lo scarico dell'altro missile invece del bersaglio.

Il missile R-4 nella versione a guida radar semi-attiva assicurava una buona precisione su una distanza da 2 a 35 chilometri, 2-25 chilometri per quello a ricerca di calore. Con i loro 53 chilogrammi d'esplosivo ad alto potenziale i missili fornivano al Tu-128 un micidiale volume di fuoco. Difetto del missile era l'impossibilità d'uso ad altitudini inferiori agli 8.000 metri, in quanto sensibile a fonti di calore terrestri e falsi echi radar del terreno. Negli anni '60 non era un gran problema perché i bombardieri strategici volavano a quote molto alte. In ogni caso negli anni '70 il sistema d'arma fu aggiornato con il radar RP-SM Smerč-M e missili R-4MT e R-4MR, capaci di tracciare e seguire il bersaglio anche a bassa quota. Una curiosità: probabilmente il missile R-4, nella sua lunga carriera, non ha armato altro aereo che il Tu-128.

Un Tu-128 mostra i suoi missili R-4
I missili R-4 montati sotto le ali.
Con la sua favolosa autonomia di oltre 2.500 chilometri, il Tu-128 armò sei reggimenti da intercettazione e assicurò la copertura del fianco settentrionale sovietico per tutti gli anni '70. Duranti gli anni '80 cominciò l'ingresso in servizio della nuova generazione: gli intercettori MiG-31 e i caccia pesanti Suchoj Su-27. Gradualmente i Tu-128 vennero ritirati e sostituiti dalle nuove macchine. Con il 1990 la carriera del più grande e pesante intercettore del pianeta si concludeva definitivamente.


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Vi lascio, prima dei dati tecnici, con questo spezzone sul Tu-28. Il commentatore parla in russo... ma non fa niente, il filmato è breve e le immagini molto interessanti.


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Dettagli tecnici. Tupolev Tu-128M, 'Fiddler' per la NATO


Dimensioni

  • equipaggio: 2 (pilota e operatore dei sistemi d'arma)
  • lunghezza: 30,06 m
  • altezza: 7,15 m
  • apertura alare: 17,15 m
  • superficie alare: 96,94 mq
  • peso a vuoto: 24.500 kg
  • peso massimo al decollo: 43.700 kg


Apparato motore

  • 2 turbogetti Ljul'ka AL-7F-2 da 7.423 kg di spinta (10.105 con postbruciatore)


Prestazioni

  • velocità massima: 1.920 km/h in configurazione pulita -  1.665 km/h con armamento completo
  • tangenza operativa: 15.600 m con armamento completo
  • tangenza massima: oltre 20.000 m
  • autonomia: 2.565 km con armamento completo


Armamento:

  • cannone fisso: nessuno
  • 4 attacchi alari: 4 missili della famiglia R-4 di Bisnovat (AA-5 Ash)


Radar

  • RP-SM Smerč-M


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