mercoledì 30 marzo 2016

Zond 7: una missione circumlunare perfetta

Disegno della capsula Zond in navigazione nello spazio.La missione Zond 7 rappresentò un vero successo della sonda di modello 7K-L1: la missione riuscì alla perfezione e il veicolo ritornò sulla Terra senza inconvenienti di sorta. La stazione automatica in questione è stata anche il primo veicolo che avrebbe potenzialmente potuto compiere un viaggio sicuro con equipaggio umano intorno alla Luna.

Secondo la pianificazione originaria delle missioni Zond la Sojuz 7K-L1 numero 11 sarebbe stata l'ultima sonda progettata per un volo senza equipaggio umano. La missione successiva avrebbe infatti dovuto realizzare il primo volo dei cosmonauti sovietici attorno alla Luna, ma lo scarso sviluppo del programma circumlunare e i successi della NASA impedirono ai tecnici di poter raggiungere l'obiettivo in tempo.

La missione dell'agosto del 1969 prevedeva la continuazione dei test sui sistemi della capsula sperimentale e la realizzazione di sessioni fotografiche a colori della Luna e della Terra a diverse distanze.




Il carico di bordo

Come per gli altri voli Zond la capsula di questa missione non portava a bordo nessun essere umano.
Per l'occasione la Zond 7 ospitava una nuova unità biologica composta da quattro tartarughe maschio selezionate precedentemente da un gruppo di altre trenta, in funzione dell'esperimento.

La capsula trasportava anche un manichino per lo studio degli effetti delle radiazioni cosmiche sull'organismo umano. Il modello era rivestito di materiali simili ai tessuti umani e, ritornando indenne sulla Terra, sarebbe in seguito stato riutilizzato per la missione Kosmos 368 del 1970.

Dopo il recupero della sonda si poté procedere a un'analisi dettagliata dei fenomeni riscontrati sugli organismi viventi che erano appena ritornati dal viaggio attorno alla Luna.
Nel corso di questi studi non si riscontrarono grandi cambiamenti sulle condizioni dei soggetti viventi; si era solamente notato che il nucleo delle cellule di molti tessuti era diminuito significativamente di volume. Questo fenomeno è dovuto, come si era presunto, a certi meccanismi di adattamento alle nuove condizioni del volo nello spazio. Nel complesso non si individuò nessun cambiamento patologico e si confermò l'assenza di particolari problemi nella condizione degli esseri viventi. Insomma, si era certi di poter inviare un uomo in orbita lunare senza causare apparenti danni sul suo organismo.



La missione Zond 7

Il lancio della missione Zond 7 era stato preceduto da un tentativo fallimentare di mettere in orbita la capsula Sojuz 7K-L1 numero 13 il primo di gennaio del 1969.

Il tentativo Zond 1969 A fallì a 25 secondi dalla partenza, quando un'esplosione al secondo stadio del razzo attivò il meccanismo della torre di salvataggio del missile. Si recuperò così la capsula ancora intatta.

Zond 7 invece partì dal cosmodromo di Tjuratam (oggi Bajkonur) il successivo di 7 agosto. Dopo aver effettuato una correzione di orbita cominciò a scattare le prime fotografie il 9 agosto.

La Terra vista dalla sonda Zond 7 che sorvola la Luna.L'unico malfunzionamento riscontrato durante la missione fu il mancato dispiegamento dell'antenna principale a seguito di problemi con i cavi di sicurezza, ma l'inconveniente non pregiudicò la capacità di portare a termine gli obiettivi della missione.

La capsula atterrà nella regione prestabilita che si trova questa volta a sud della città di Kostanaj, in Kazakhstan.

Le operazioni di rientro utilizzarono la peculiare tecnica “a balzi” che consiste nell'effettuare una manovra molto più rischiosa e complessa del normale, penetrando gli strati alti dell'atmosfera per ridurre progressivamente la velocità della capsula, proprio come era stato fatto con la missione precedente.

Il fine di queste complesse operazioni di rientro era quello di testare una manovra tale da sottoporre i futuri equipaggi umani a un rientro più "morbido" con  una decelerazione meno repentina.



Le sequenze fotografiche

Le riprese fotografiche della Terra, incominciate il 9 di agosto, permisero al programma spaziale sovietico di ottenere immagini a colori ad alta definizione.
Il sorgere della Terra dalla Luna: serie di foto della sonda Zond 7.

La sequenza di fotografie della Terra consisteva in realtà in una serie di sole tre immagini. La quarta (seconda in ordire di presentazione) era stata simulata prendendo spunto dalle altre realmente effettuate per produrre la sequenza completa dello spostamento della Terra. L'11 agosto erano invece state avviate due sessioni fotografiche della Luna a una distanza di 1984,6 chilometri,ottenendo trentacinque fotogrammi con una pellicola pancromatica.

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