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mercoledì 13 gennaio 2016

Tu-128: peso massimo e intercettore


Un intercettore Tu-128 sulla pista.
La storia degli intercettori sovietici e occidentali della guerra fredda è affascinante e ricca di aerei entrati nella leggenda dell'aviazione. Ne abbiamo parlato anche in questo blog, per esempio nei post sul Suchoj Su-15 e sul MiG-25. Ma oltre agli apparecchi divenuti iconici di quel momento della storia aeronautica, è giusto non dimenticare velivoli magari meno famosi, ma che hanno svolto un lungo e importante servizio. Uno di questi è il Tupolev Tu-128, un biposto che può ancora oggi vantare di essere stato l'intercettore più grande e pesante ad aver presto servizio con una forza aerea.

mercoledì 8 aprile 2015

BI-1: l'intercettore con il motore a razzo


il prototipo 5 dell'aereo a razzo BI-1.Durante la seconda guerra mondiale, nell'emergenza dettata dalle vicissitudini belliche, i partecipanti al conflitto progettarono numerosi aerei da combattimento che poi, in molti casi, non arrivarono alla produzione di massa. Un esempio sovietico di questa situazione è il BI-1, progettato da alcuni giovani ingegneri che saranno poi tra i protagonisti della corsa allo spazio. Il BI-1 fu concepito come un intercettore per la difesa di punto dotato di una tremenda particolarità: era accelerato da un motore a razzo.

mercoledì 14 agosto 2013

Suchoj Su-15: l'ultimo intercettore puro


Su-15 con pilota e personale di terra.
Prodotto dell'ufficio tecnico Suchoj, il Su-15 è l'ultimo degli intercettori puri, il punto di arrivo di certe tendenze progettuali della Guerra Fredda. Denominato dalla NATO Flagon (fiasco, bottiglione, brocca), il Su-15 è un bimotore monoposto e supersonico progettato per fornire la difesa aerea sovietica di un intercettore ad alte prestazioni capace di impegnare i suoi bersagli con ogni condizione atmosferica.

mercoledì 26 giugno 2013

Il fantastico Foxbat: la valutazione errata del MiG-25


Vista ventrale di un MiG-25 Foxbat in volo, variante da intercettazione.
Al MiG-25 la NATO diede il nome di Foxbat. Visto per la prima volta a una parata aerea, descritto con toni entusiastici dalle scarne fonti sovietiche, il MiG-25 fu un discreto errore di valutazione da parte dell'intelligence e dei militari occidentali. Per un decennio fece tremare i generali del Pentagono. Poi, il 6 settembre del 1976, un disertore di nome Viktor Belenko ne portò uno in Giappone. Tutti gli errori di valutazione vennero immediatamente al pettine. L'aereo era notevole, ma non era quello che ci aspettava.

giovedì 30 maggio 2013

Viktor Belenko: rubare un aereo e farla franca



Il MiG di Belenko sorvola Hakodate.Questa foto è stata scattata la sera del 6 settembre del 1976. Un intercettore sovietico MiG-25 Foxbat sorvola a bassa quota le installazioni dell'aeroporto civile di Hakodate, nella prefettura di Hokkaido, Giappone.

Non vi è stato alcun attacco sovietico all'aeroporto di Hakodate, naturalmente. Eppure un MiG-25 passò sull'aeroporto e addirittura vi atterrò. Lo pilotava Viktor Belenko, dell'aviazione da caccia della difesa aerea sovietica, probabilmente il disertore più famoso della Guerra Fredda. Tra coloro che passarono dall'altra parte è senza dubbio quello che arrecò maggior danno alla sua vecchia patria. Con il radar del caccia ormai in mano agli Americani, l'intera avionica del MiG-25 dovette essere ridisegnata, onde evitare che le contromisure elettroniche dell'avversario fossero perfettamente calibrate su di lei.