Nel tardo autunno del 1917 i bolscevichi avevano ormai guadagnato preziosi consensi nella società russa, in particolar modo per il ruolo avuto nella sconfitta di Kornilov e per il discredito di cui era oggetto il governo Kerenskij. Decine di migliaia di nuovi militanti contribuirono a far ottenere ai bolscevichi la maggioranza in molti soviet urbani e nei sindacati.
Lenin e Trotskij guidavano un partito in rapida trasformazione ma con attitudini organizzative tese a prendere rapidamente il potere. All'inizio di Ottobre Trotskij, divenuto presidente del Soviet di Pietrogrado, aveva formato un Comitato militare rivoluzionario forte di venti-trentamila uomini. L'insurrezione scattò la sera del 24 ottobre. I ministri del governo furono arrestati. Il Palazzo d'Inverno e altri centri strategici vennero occupati celermente.
La risolutezza e la simultaneità dell'operazione fu possibile grazie all'appoggio, attivo o tacito, di strati importanti del paese. I socialisti moderati poterono inviare un solo corpo di cavalleria anziché i 12 comitati di armata previsti. Mentre l'organizzazione del vecchio Stato si sfaldava, quella del nuovo si faceva largo con impressionante destrezza. I primi decreti di Lenin ebbero un impatto impressionante sullo scenario russo e internazionale.














