mercoledì 4 febbraio 2015

Luna 10: il primo satellite lunare


Sonda Luna 10.
La sonda Luna 10 trasportava
il primo satellite lunare
Il programma spaziale sovietico aveva messo a punto il primo satellite lunare con la missione Luna 10 inserendo con successo una stazione automatica nell'orbita della Luna il 3 aprile 1966.

I tentativi di realizzare questa missione erano stati due.

Il primo, compiuto il 1° marzo 1966 a solo un mese di distanza dalla storica impresa di Luna 9, si era concretizzato in un autentico fallimento in quanto una perdita di controllo nell'ultimo stadio del vettore di lancio aveva impedito alla sonda di immettersi sulla rotta lunare. Il veicolo era rientrato nell'atmosfera terrestre due giorni dopo.

L'insuccesso della missione aveva portato i sovietici ad escludere la sonda dalla classificazione Luna, e il satellite, con il suo breve viaggio, prese successivamente la denominazione di Kosmos 111.

Il secondo tentativo aveva portato invece a raggiungere con successo l'obiettivo di inserimento di uno strumento artificiale in orbita lunare.

Il 31 marzo 1966 una sonda identica a quella precedente era infatti stata lanciata dall'Unione Sovietica in direzione della Luna. Il 3 aprile il veicolo aveva rilasciato un satellite che si era immesso nell'orbita della Luna ed aveva incominciato a trasmettere dati scientifici restando operativo per circa due mesi.

mercoledì 28 gennaio 2015

Luna 9: il primo allunaggio morbido


Il modulo di discesa della sonda Luna 9 con la capsula 
racchiusa nella parte superiore.
Il 31 gennaio 1966, dalla base di lancio di Tjuratam nei pressi del cosmodromo di Bajkonur, il programma spaziale sovietico proseguiva con i lanci delle sonde della serie Luna spedendo in orbita una nuova stazione automatica che avrebbe dovuto raggiungere la Luna con un atterraggio morbido sulla superficie del corpo celeste.

Si trattava di un tentativo che era stato già messo a punto più volte tra l'aprile 1963 e il dicembre 1965 con i lanci ufficiali della sonde Luna 4, 5, 6, 7 e 8. Queste cinque missioni non riuscirono tuttavia a fare compiere alle sonde un atterraggio morbido perché sbagliarono traiettoria o si schiantarono sul suolo lunare distruggendo la strumentazione di bordo. (Lo storico successo di Luna 2 faceva ormai parte del passato e la nuova missione del programma non prevedeva più l'impatto violento tipico delle “sonde kamikaze” ma un allunaggio morbido più avanzato, sofisticato e difficile da realizzare).

mercoledì 14 gennaio 2015

Luna 3: la faccia nascosta della Luna


La sonda sovietica Luna 3.
Il 4 ottobre 1959, a distanza di pochi mesi dal lancio della prima sonda lunare, l’Unione Sovietica riuscì nell'intento di mettere in orbita una nuova stazione automatica che qualche giorno più tardi raggiunse la Luna circumnavigandola per la prima volta e scoprendo i misteri del lato non visibile dalla Terra.

Luna 3 è stato il settimo tentativo da parte di Mosca di lanciare una sonda verso il satellite naturale, ed il terzo riuscito dopo il successo di Luna 1 (primo lancio verso la Luna) e Luna 2 (primo impatto violento sulla superficie lunare).

Bisogna infatti precisare che nel Programma Luna soltanto le sonde che riuscivano a superare l’orbita terrestre e a collocarsi nello spazio aperto ottenevano la denominazione ufficiale della classe Luna; tutte le altre, in perfetto stile sovietico, in quanto fallimenti non venivano registrate come parte del programma e non risultavano menzionate nemmeno dai mezzi di comunicazione dell’epoca.

lunedì 8 dicembre 2014

La destituzione di Nikita Chruščёv


Il primo ministro sovietico Nikita Chruščёv mentre tiene un discorso.
Nell'aprile del 1964 in tutta l'Unione Sovietica si festeggiò solennemente il settantesimo compleanno del primo segretario del Partito Comunista, nonché primo ministro del Governo sovietico, Nikita Chruščёv. La stampa e i collaboratori gli inviarono calorosi auguri e ne cantarono le lodi, enfatizzandone le qualità di leader. Tutto ciò evidenzia la graduale involuzione della leadership kruscioviana verso un “piccolo culto delle personalità” e la crescita inesorabile del ruolo autocratico in seno alla direzione collegiale del Comitato Centrale e del Presidium. Tuttavia il Partito non era più quello di Stalin e la burocrazia non era più disposta a tollerare un despota. Soprattutto Chruščёv non era Stalin. È vero che negli ultimi anni di potere Chruščёv era diventato sempre più oltraggioso e prepotente con i suoi collaboratori, ma i burocrati sapevano benissimo che egli non sarebbe mai giunto agli eccessi criminali del vecchio padrone.

mercoledì 19 novembre 2014

Sojuz 9: un test di lunga permanenza nello spazio


Nikolaev, Sevast'janov e la capsula Sojuz su un francobollo sovietico.La missione Sojuz 9 fu l'ultimo record di permanenza nello spazio segnato dall'equipaggio di una capsula, prima dell'esistenza delle stazioni orbitali. Con i loro 18 giorni i cosmonauti Nikolaev e Sevast'janov riportarono all'URSS il primato di permanenza in orbita, che cinque anni prima era passato agli Americani del programma Gemini.



Un momento difficile per il programma spaziale


Dopo i successi del programma Vostok l'impresa spaziale sovietica aveva perso coerenza e chiarezza: l'ufficio tecnico di Korolëv aveva troppi concorrenti agguerriti, poche risorse, troppi impegni. Anche i record del programma Voschod - volo di tre cosmonauti in un'unica capsula e prima passeggiata spaziale - erano stati ottenuti con soluzioni rischiose e di ripiego. Alla morte dell'ingegnere capo, nel gennaio del '66, il programma spaziale sovietico entrò in affanno. Il suo successore, Vasilij Pavlovič Mišin, si trovò a dover gestire da solo una grande mole di programmi non sempre compatibili: le capsule orbitali Sojuz, il programma circumlunare 7K-L1, il programma di allunaggio N1-L3, le stazioni DOS (saranno poi le Saljut) e le future (e mai costruite) MBKS.

mercoledì 29 ottobre 2014

Cosmonauti perduti: l'opinione di un esperto del Congresso


Ho iniziato alcuni mesi fa a scrivere un libro sul programma lunare sovietico, il tentativo - naufragato - di mandare i cosmonauti sulla Luna e battere ancora una volta gli Americani. Ne ho parlato sul mio blog personale. Tra i molti materiali che sto consultando o rileggendo ci sono anche i rapporti della Science Policy Research Division della Libreria del Congresso, a cura del dottor Charles S. Sheldon, apprezzato esperto di economia e politica dell'URSS, oggi ristampati come Histories of the Soviet / Russian Space Program. Ero a caccia di informazioni lunari (mi piacerebbe inserire nel libro una sezione che parli dei progetti sovietici visti dall'Occidente) e mi sono imbattuto in qualche riga interessante che riguarda i cosmonauti perduti. Mi sono occupato spesso dell'argomento su questo blog così ho pensato di tradurre il pezzo, proveniente dagli Stati Uniti della Guerra fredda, e di inserire qualche nota per completezza. Anche in quei tempi lontani, quando la corsa allo spazio era un argomento sentito, chi aveva i mezzi per valutare la situazione pensava che i cosmonauti perduti fossero solo una leggenda, una storia forse suggestiva, ma priva di fondamento.

[Non sono un traduttore di mestiere, insomma, non sparate al pianista, fa quello che può. Se qualcuno conosce il testo e può correggere la mia versione, si ricordi che là sotto c'è il modulo dei commenti e che alla pagina dei contatti ci sono le mail: correzioni e suggerimenti sono sempre preziosi.]

mercoledì 22 ottobre 2014

Chruščёv, la burocrazia e il Partito: una dialettica destabilizzante tra legami e conflitti.


Chruščёv saluta dal finestrino di uno scompartimento ferroviario.
La morte di Stalin fu un evento salutato con dolore dalla casta burocratica dell'Unione Sovietica, ma fu anche un motivo di sollievo. Dopo gli anni del terrore di massa e i terribili anni della guerra anche la burocrazia desiderava godere della propria posizione di privilegio senza temere persecuzioni improvvise, processi, condanne e fucilazioni. La scomparsa del dittatore e la successiva eliminazione di Berija contribuirono a instaurare nel paese un clima più disteso anche nei vertici istituzionali.

Il XX Congresso fu indubbiamente una tappa fondamentale di questa normalizzazione della vita interna del Partito. Chruščёv nel suo discorso pose l'accento sui crimini di Stalin commessi contro il Partito e tralasciò completamente quelli commessi contro la popolazione in generale. Un atteggiamento del genere può essere interpretato come un messaggio del leader alla sua base: il passato non può ripetersi e io ne sono la garanzia. In altre parole Chruščёv avrebbe liberato i più alti strati della nomenklatura  dal terrore della repressione, ponendo le basi per la liberazione di energie e capacità prima imprigionate dalla paura.

mercoledì 8 ottobre 2014

Jangel': fra missili da guerra e lanci spaziali


Ritratto di Michail Jangel'.
Michail Kuz'mič Jangel' fu uno dei più importanti progettisti della missilistica sovietica. Ingegnere di talento ed esperienza, uomo di solidi ideali comunisti, Jangel' fu per molto tempo il progettista più apprezzato dalle Forze missilistiche strategiche. In una battuta i militari dicevano:
"Korolëv lavora per la propaganda, Čelomej lavora per il cestino della spazzatura, Jangel' lavora per noi."
Michail Jangel' nacque il 7 di novembre del 1911 a Irkutsk, in Siberia. Nel 1926 si trasferì a Mosca e nel 1931 si iscrisse all'Istituto di aviazione, dove si laureò nel 1937. L'ingegnere Polikarpov, all'epoca famoso progettista di aerei da caccia, lo assunse nella sua squadra: appena laureato Jangel' era già al lavoro in un prestigioso ufficio tecnico.

mercoledì 17 settembre 2014

Ascoltando la falce e il martello



Una cartolina da Radio Tirana: in alto lo spirito rivoluzionario!
Oggi abbiamo un ospite, Madscientist, che ci ha scritto un post sulla sua esperienza di ascolto delle emittenti comuniste. Buona lettura!

A gentile richiesta del tenutario di questo blog sono qui per raccontarvi qualcosa sulle mie esperienze di radioascoltatore, in particolare di ascoltatore delle stazioni dei paesi del socialismo reale.

Si era alla fine degli anni '70, inizio anni '80 e tutti i paesi del blocco sovietico avevano il loro bel programma in italiano: URSS, Polonia, Germania Orientale, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria; a questi si aggiungevano l'Albania e la Cina.

mercoledì 3 settembre 2014

La società sovietica negli anni dello “smarrimento e della speranza”


Il primo ministro Chruščёv
Il periodo kruscioviano si distinse per i fermenti culturali e per il clima di relativa libertà rispetto al cupo periodo staliniano. Abbiamo già parlato del fatto che gli intellettuali furono uno dei gruppi più favorevoli alla destalinizzazione e che accolsero con gioia la condanna di Stalin del XX Congresso. Tuttavia essi per natura erano abituati a rilanciare e non a soffermarsi alle sole contraddittorie e incomplete mezze verità di Chruščёv. Nell'intelligencija cominciarono a circolare i primi samizdat (pubblicazioni autonome e quindi illegali) nei quali cominciarono ad essere criticati apertamente aspetti del sistema considerati più profondi del culto della personalità, quali l’agricoltura collettiva, la sfrontatezza e l'ipocrisia della burocrazia, le diseguaglianze sociali e i problemi ecologici.