mercoledì 25 novembre 2015
Programma Vostok: le missioni annullate
Con il programma Vostok l'Unione Sovietica si aggiudicò degli importanti primati nel campo dell'esplorazione spaziale: il primo lancio spaziale (Gagarin, Vostok 1); la dimostrazione che si può compiere un lavoro complesso nello spazio (Titov, Vostok 2); la prima missione con due capsule (Vostok 3 e 4); la più lunga traversata su capsula monoposto (Bykovskij, Vostok 5); il lancio della prima cosmonauta (Tereškova, Vostok 6). Il risultato era dovuto soprattutto agli sforzi dell'ufficio tecnico OKB-1 (e del suo decisissimo ingegnere capo, Sergej Korolëv) e all'impegno dei cosmonauti. Escluso il segretario generale Chruščёv, né nel Partito né fra le gerarchie militari il programma spaziale trovava particolare sostegno o apprezzamento.
mercoledì 28 ottobre 2015
Zond 4: I primi test per la circumnavigazione lunare
Con la missione Zond 4 il
programma spaziale sovietico entrava ufficialmente nella fase di
sperimentazione di una capsula abitabile da lanciare attorno alla Luna e da
riportare senza danni sulla Terra. L'intento di questo esperimento era infatti quello
di pianificare le future missioni
circumlunari con due cosmonauti a bordo, un'impresa che l'Unione Sovietica
non riuscirà sfortunatamente a compiere.
Nel dettaglio, Zond 4 era
incaricata di testare in orbita terrestre i nuovi sistemi di volo e di
equipaggiamento della nuova capsula Sojuz
7K-L1 appositamente realizzata nel 1967.
mercoledì 30 settembre 2015
Il progetto Mars 5NM: portare in URSS la sabbia di Marte
In alcune occasioni l'Unione Sovietica s'imbarcò in programmi spaziali incredibilmente ambiziosi ma dai margini d'errore quantomai risicati. Uno di questi, nato nell'ufficio tecnico Lavočkin, aveva per obiettivo quello di mandare sulla superficie di Marte una sonda automatica che rimandasse poi sulla Terra un campione di suolo marziano.
mercoledì 2 settembre 2015
Zond 3: nuove immagini del lato nascosto della Luna
La missione Zond 3 è stata caratterizzata dal lancio di una sonda planetaria di
modello 3MV con il compito di svolgere un sorvolo ravvicinato della
Luna.
In realtà il compito originario di Zond 3 era quello di esplorare l'ambiente di Marte effettuando
i test del veicolo per ottenere delle fotografie della superficie.
Ma la
sonda non poteva raggiungere il pianeta a causa di ritardi
sull'opportunità della finestra di lancio nel 1964, così si decise di ripiegare su un'indagine del lato
nascosto della Luna che avrebbe fornito ai tecnici a terra importanti
informazioni aggiuntive sull'ambiente selenico e fotogrammi lunari di alta
qualità per l'epoca.
mercoledì 12 agosto 2015
Zond 2: verso il pianeta Marte
Esattamente come la missione Zond
1, il viaggio della Zond 2 prevedeva il lancio di una stazione
automatica composta da due parti differenti: il modulo orbitale a forma di cilindro e il compartimento planetario, entrambi pressurizzati.
L'obiettivo realizzato dalla
seconda missione del Programma Zond era quello di sorvolare il pianeta Marte
e ottenere delle fotografie della sua superficie.
Alcuni hanno ipotizzato che la sonda avrebbe dovuto compiere un atterraggio sul suolo marziano invece che effettuare
solamente un sorvolo del Pianeta Rosso in quanto la traiettoria intrapresa da Zond 2 era quella di un veicolo che
diminuisce progressivamente la velocità senza minimizzare l'uso di carburante.
Tuttavia, il contenuto del compartimento planetario non è ancora oggi completamente
conosciuto e non è possibile stabilire con certezza se la stazione automatica conteneva
un lander al suo interno.
mercoledì 8 luglio 2015
Zond 1: verso il pianeta Venere
La prima sonda del programma spaziale sovietico ad assumere in maniera
ufficiale la denominazione Zond fu lanciata il 2 di aprile del 1964 con
il preciso compito di raggiungere il pianeta Venere.
Nonostante il fallimento del
sistema delle comunicazioni la stazione automatica riuscì a compiere con
successo l'impresa diventando il secondo oggetto artificiale ad arrivare nelle
vicinanze del pianeta. (La sonda che aveva compiuto per prima questa missione
era stata invece Venera 1 che il 12
febbraio 1961 era passata a circa 100.000 km da Venere per poi entrare in
un'orbita eliocentrica).
mercoledì 17 giugno 2015
Gli aerei spaziali di Čelomej
Gli aerei con propulsione a razzo beneficiarono in Unione Sovietica di un'attenzione che risaliva addirittura all'inizio degli anni '30. Ancora durante e dopo la Seconda guerra mondiale si progettarono, costruirono e collaudarono degli aerei a razzo, in particolare per il ruolo di intercettori per la difesa di punto. Finito il conflitto furono i turbogetti a guadagnarsi il favore dei militari; agli aerei con i motori a razzo si aprivano però obiettivi nuovi e tecnologicamente ambiziosi nel campo dell'esplorazione spaziale.
mercoledì 3 giugno 2015
Lunochod 2: il secondo rover lunare
Nel mese di gennaio del 1973 il programma
spaziale sovietico proseguì l'esplorazione dello spazio con un nuovo veicolo lunare inviando tramite
la missione Luna 21 il Lunochod 2 sulla superficie del nostro satellite.
A seguito del fortunato servizio
del primo Lunochod i Sovietici
avevano infatti deciso di ritentare l'impresa due anni più tardi con la
progettazione di un veicolo lunare più
pesante e più sofisticato di quello che nel 1970 aveva svolto
brillantemente l'esplorazione nel Mare
Imbrium.
In seguito ad un perfetto
allunaggio, nel corso di 4 mesi e mezzo il secondo Lunochod percorse complessivamente 37 chilometri sulla
superficie della Luna nell'area del cratere Le
Monnier.
mercoledì 6 maggio 2015
Lunochod 1: il primo rover lunare
A partire dagli anni sessanta il
programma spaziale sovietico aveva già incominciato a progettare una serie di
quattro macchine lunari come possibile sviluppo di un veicolo monoposto per le
missioni lunari umane.
Il progetto iniziale prevedeva la realizzazione di un robot chiamato Lunochod per il supporto delle future missioni di cosmonauti sulla Luna e per lo
studio dell'ambiente selenico per continuare a indagare le possibili aree di allunaggio
e la costruzione di basi abitate sul
satellite.
mercoledì 8 aprile 2015
BI-1: l'intercettore con il motore a razzo
Durante la seconda guerra mondiale, nell'emergenza dettata dalle vicissitudini belliche, i partecipanti al conflitto progettarono numerosi aerei da combattimento che poi, in molti casi, non arrivarono alla produzione di massa. Un esempio sovietico di questa situazione è il BI-1, progettato da alcuni giovani ingegneri che saranno poi tra i protagonisti della corsa allo spazio. Il BI-1 fu concepito come un intercettore per la difesa di punto dotato di una tremenda particolarità: era accelerato da un motore a razzo.
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